Oggi il Morby ha l'orale dell'esame di terza media. È uno di quei giorni che resteranno nella memoria, uno di quei momenti di passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza che segnano uno spartiacque tra il prima ed il dopo.
Mamma Pinkytos se lo ricorda bimbo, percorrere quella strada che sembrava lunghissima con passo incerto, verso nuovi amici, ancora sconosciuti.
Ora è un adolescente spavaldo che si controlla i capelli cento volte prima di uscire e che fa diventare grigi i suoi di capelli, giorno dopo giorno a furia di battaglie, rispostacce e mugugni.
Mamma Pinkytos pensa che qualcuno abbia guardato giù da lassù e fatto in modo che l'esame fosse proprio il primo giorno, per salvaguardare per quanto possibile la sua salute psichica duramente messa alla prova negli ultimi due mesi.
Mesi di "sono stanco", "non ho voglia", "mi annoio" e di "studia", "impegnati" , "ti tolgo il cellulare, la wi fi, ti barrico in casa ".
Gli ultimi giorni sono stati una miscellanea di arrabbiature, abbracci, urla, coccole, recriminazioni.
Sensazione persistente di inadeguatezza.
Eppure.
Mamma Pinkytos, che pure avrebbe voluto fuggire a Timbuctu, ha scelto di non sottrarsi. Si è ritagliata un giorno dal lavoro e ha presidiato il fortino. Ce l'ha messa tutta per rimanere in equilibrio.
Eppure era nervosa e ha perso spesso la pazienza.
Il nano ce l'ha messa tutta per essere odioso.
Ripeteva a testa in giù, recriminava, lanciava cose.
Eppure stanotte è arrivato nel letto grande con gli occhietti e la vocina dei sette anni: "Mamma, non riesco a dormire..mi fai una coccola?"
Le coccole aggiustano tutto, o quasi.
Aggiustano le urla, ricaricano la pazienza, ti fanno sembrare quasi abbastanza.
Il Morbillo sembra strafottente e spavaldo.
Eppure stamattina ha chiesto a Mamma Pinkytos di accompagnarlo a piedi, come tante volte in questi anni.
Camminava piano e chiacchierava volentieri, con la polo blu ed il violino in spalla.
In quei momenti Mamma Pinkytos si riconcilia con la vita, che le sembra semplice come una passeggiata a ritmo lento.
Il Morby ha aspettato lungo la strada le sue compagne di sventura violino-munite, ha salutato la mater emozionata con il sorriso tirato delle grandi occasioni.
Tre piccoli violinisti in fila, che tre anni fa erano bimbi e ora sono ragazzi, si sono avviati insieme verso la scuola.
Per l'ultima volta.
L'anticamera delle vacanze, una liberazione.
Eppure a Mamma Pinkytos, che con il nano piccolo per una serie di motivi riesce a sentirsi la mamma peggiore dell'universo terracqueo, è scesa una lacrima.