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lunedì 23 marzo 2026

Quattordici

Sei la mia battaglia quotidiana, la mia responsabilità più grande.
Hai lentiggini che fanno impazzire, passo il tempo a contarle, come fossero pietre preziose.
Sei liscio, morbido e profumi ancora di caramelle e biscotti.
Se sei dell'umore giusto ancora mi dai la mano quando camminiamo.
Sei contento se ti vengo a prendere a scuola, anche a piedi, dopo le lezioni di violino. Come me ami quelle passeggiate nel silenzio della sera, sembra che in giro ci siamo solo noi e a volte riesci ad aprirti, mi racconti piccole cose della tua giornata, che io ascolto avida, senza perdere una parola.
Sei curioso di tutto ed è una delle cose che amo di più di te. Ti piace sapere come funzionano le cose, cosa succede tra le persone. Sei avido di dettagli e di storie. Ti ho preso in giro molte volte per come ti incanti ad ad osservare situazioni e ad ascoltare persone che parlano tra loro, ma la verità è che sei come me, insaziabile di vita.
Sei straordinariamente intelligente ed intuitivo e quando gli altri me lo fanno notare, sento l'enorme responsabilità di incanalare questi talenti in qualcosa di buono per te.
Sei il mio compagno preferito di serie TV e di coccole sotto il piumone. Siamo in pace con il mondo infilati con la boule sotto una coperta pelosa.
Mi fai sciogliere quando dici: "Mamma dammi un abbraccio!", ma sai essere anche testardo e cocciuto come un mulo.
Sei più avvocato di me, hai una dialettica che sfinisce e se lo dico io...
Sei un amore indescrivibile, di quelli da farfalle nello stomaco, inquieto, ombroso, sorridente e folle, a seconda del momento.
Sei un adolescente e ancora non me ne capacito. Faccio fatica a volte a rinunciare alla nostra complicità, anche se so che la distanza è parte essenziale del tuo cammino.
Mi manchi quando vuoi startene per conto tuo, mi perdo nei tuoi silenzi, cerco conferme.
Essere la tua mamma è un avventura per esploratori ed equilibristi, ma mi sono esercitata a dovere. 
Mi mantieni attiva tu, non la vuoi una mamma vecchietta e in relax.
Sappi che io, nel caso volessi, ti tengo volentieri cucciolo ancora per un po'. 
E quando ti lamenti che non sei alto e peloso come i tuoi amici, esulto in segreto.
Non c'è fretta per la vita adulta.
Buoni quattordici anni Morbillo, che tu possa trovare la tua strada.
La tua mamma.