giovedì 29 gennaio 2026

KO

Alle fine Mamma Pinkytos in letargo ci è andata davvero e con soddisfazione.
Messa ko dalla febbre, ha passato mezza giornata sotto il piumone in modalità zombie.
Il Morby e Mister Baby, reduci dalla sfortunata trasferta a Bruxelles a seguito dell'Atalanta (andata, sconfitta e ritorno in 22 ore) erano più attivi di lei.
L'altra mezza giornata, la mater febbricitans l'ha spesa a tentare di riacquisire una dimensione umana, a pulire casa e a cercare di mettere insieme pranzo e cena con gli avanzi di frigorifero e un po' di fantasia.
Poi, dulcis in fundo, per individuare una luce in fondo al tunnel della carestia, tra i rimbrotti del Morby contrariato per la zuppa di legumi, ha ordinato la spesa on line.
Con un po' di riposo se ne è andata anche la febbre. È come se il corpo di Mamma Pinkytos ogni tanto reclamasse a gran voce una tregua. 
Domani si riparte. Ha la voce nasale e i capelli da seconda guerra mondiale, ma può farcela.
È venerdì.

martedì 27 gennaio 2026

Letargo

È passato meno di un mese dalla fine delle vacanze di Natale eppure Mamma Pinkytos sente di avere bisogno di un break.
Non è affaticata per il lavoro né tutto sommato per la gestione familiare.
Lei ha proprio sonno.
Tantissimo sonno. 
E freddo.
Ha pensato che fanno bene gli animali ad andare in letargo, a mettersi fino a primavera in modalità risparmio energetico.
Eppure lei è nata a gennaio e ama l'inverno, la neve, i pigiami pelosi, il camino.
Però non le dispiacerebbe affatto dormire un paio di giorni di fila. O per lo meno non uscire da sotto il piumone.
D'ostacolo al suo letargo c'è una fame atavica, alla faccia della dieta che si era ripromessa di fare.
Di dolci soprattutto, ma anche di grassi di varia natura: salumi, ravioli al burro, taleggio.
Mister Baby, nella sua nuova versione granivora, si alza presto al mattino per mettere amorevolmente i semi di chia in ammollo nel kefir. Le prepara la colazione come fosse la cosa più buona del mondo e Mamma Pinkytos, al pensiero della brioche e del cappuccino, inizia la giornata già di cattivo umore. 
Siccome poi nella pausa caffè nemmeno la Dottoressa Millecolori vuole condividere con lei la vergogna del cornetto alla crema, rinuncia. E il malumore cresce.
Per non arrivare a casa con istinti omicidi divora di nascosto caramelle gommose.
Per alleggerire il senso di colpa per avere mangiato caramelle gommose va a pilates due volte a settimana. Alle sei e mezza del mattino. Esce di casa con il buio e i pinguini che fanno capolino tra le auto.
Il che accresce esponenzialmente la sua voglia di letargo.
La giornata le sembra una ricorsa. 
A volte Mister Baby prepara il pranzo. Insalata. E basta.
Gnam gnam caramelle gommose, appena riesce ad arrivare in ufficio.
Nonostante i semi e l'insalata nemmeno dimagrisce.
Traccheggia.
Se ne sta li ad aspettare marzo. 
Come in letargo, ma in piedi.
Dopotutto intravede la luce in fondo al tunnel.
Sotto forma di uova di Pasqua che già fanno capolino sugli scaffali del supermercato.

lunedì 26 gennaio 2026

Né carne né pesce

Ogni tanto Mamma Pinkytos pensa che l'adolescenza le piaccia. La sua tensione verso il futuro, la promessa che è in ogni destino che prende il largo, i sogni che prendono forma. L'età delle possibilità. 
Più spesso Mamma Pinkytos vorrebbe vivere su Marte ed evitare a piè pari "l'identità che si afferma come altro dal genitore", i musi, i brufoli, le proteste a prescindere.
L'età delle rogne.
Ha una nostalgia incoercibile per il Minty che le dice: "Andiamo a mangiae il lupo!" e per il Morby che le prende la mano dicendo: "Voio mamma". 
Ogni tanto si sente lei adolescente: non sa se ridere o piangere, ha voglia di mangiare schifezze e di scappare di casa.
Ma soprattutto ha voglia di autonomia. Di non sentire rimbrotti, di non dovere fare la taxista, di starsene per conto suo.
Quindi in fondo li capisce pure i nani che al sabato mattina fanno colazione in fretta per stare in santa pace senza interloquire, che vogliono stare nel chill senza genitori a vedere la loro serie preferita sul PC, fosse anche sul gabinetto pur di godere dell'agognata pace. Però le dà fastidio lo stesso. 
Si sente di colpo disoccupata e invece di godere del tempo ritrovato si adombra.
Sa che il suo ruolo è cruciale a maggior ragione in questa fase eppure si sente spinta anzitempo al pensionamento e la sensazione non le piace.
Vero è che quando l'animo contestatore del Morby è in grande spolvero, Mamma Pinkytos sente di avere l'energia di un'ameba e la voglia di discutere sotto i tacchi. Però si rimbocca le maniche e lancia in resta, perché è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo: sciorina tutto il catalogo di minacce che sul nano piccolo hanno effetto zero. Strafottente come solo lui sa essere, si limita a rispondere "Ok" o al massimo "Esagerata" alla minaccia di non uscire mai più o di mettergli sotto sequestro a tempo indeterminato il cellulare. 
Non è nemmeno brava a fare il Cerbero e allora ogni tanto sfodera la versione sclerotica di sé stessa davanti alla quale di solito il nano mostra seria preoccupazione per il suo stato mentale: "Mamma, stai bene? Sei seria?"
Insomma, Mamma Pinkytos a fare la mamma dell'adolescente ribelle non si sente portata. 
Mica bisogna per forza sapere fare tutto.
Preferiva inseguire un nanetto non canminante o cantare in loop "Il coccodrillo come fa".
Ogni tanto però emerge l'inadeguatezza della condizione di chi si sente né carne né pesce oppure tutti e due insieme: "Mamma ho due brufoli" dice il Morby prima di andare a scuola.
"Stai crescendo nano, è normale."
"Mi sa che dobbiamo fare una mascherina."
"?"
"Quelle cose che si mettono sulla faccia."
"Una maschera."
"Ecco."
E a Mamma Pinkytos scatta automatica la tenerezza.



venerdì 23 gennaio 2026

Boomer

Domenica mattina il telefono di Mamma Pinkytos ha fatto un triplo carpiato e si è schiantato al suolo dalla parte dello schermo. Risultato: frattura del vetro e cristalli liquidi in libera uscita.
Al Morby, che continuava a vituperare il telefono della parva mater ("Bro, ma te lo puoi anche comprare un telefono decente che questo qui è veramente una schifezza!"), non è parso vero di poterla finalmente spingere verso l'acquisto.
Le ha imposto di aspettarlo all'uscita del cinema per andare insieme al negozio ("Bro non ho mai comprato un telefono, non lo puoi comprare senza di me. È illegale.").
Mamma Pinkytos, che è avvezza alla tecnologia come al karate, voleva uno smartphone rosa. 
Il nano malefico aveva in testa un sacco di requisiti tecnici che a lei erano per lo più ignoti e per i quali nutriva interesse pari a zero.
Alla fine il telefono rosa non c'era e Mamma Pinkytos ha ripiegato su uno lilla tra le rimostranze del nano, secondo il quale la mater inetta faceva acquisti insensati di prodotti orrendi.
Una volta a casa M.P. ha iniziato ad armeggiare con l'elettrodomestico violetto (dotato, si badi bene, di cover nera!) e ha iniziato quasi subito a spazientirsi, poi a imprecare, manifestando alla fine l'istinto insano del lancio dalla finestra dell'ammennicolo hi tech. 
Per arginare la vis distruttiva, ha reinserito la SIM nel suo amato Oppo a 54 del paleolitico con lo schermo chiazzato di nero e la cover a fiori ed è andata a letto cercando inutilmente di dormire.
La mattina dopo ha offerto il suo smartphone perlato color glicine in regalo ad entrambi i nani ma nessuno l'ha voluto.
Il Morby ha chiosato: "Vedi che dovevi prendere l'altro?! L'avrei usato io "
Il problema era che il trasferimento dei millemilla megabyte da un telefono all'altro si arrestava invariabilmente al 2% e a Mamma Pinkytos sono venuti in odio il lilla, l'Unieuro, i gigabyte, le foto, le app e tutti i telefoni cellulari del mondo terracqueo.
Per due giorni ha abbandonato l'idea di avere uno smartphone intatto.
Poi è tornata dal Senegal la Dottoressa Millecolori e, come fa quasi sempre, le ha risolto il problema con tutta la naturalezza dei suoi 25 anni e la velocità del suo essere donna (è questa la differenza tra lei e i nani. Loro non si applicano e soprattutto sanno fare una sola cosa alla volta. E stanno sempre facendo qualcosa d'altro.).
Le ha spiegato che millemila megabyte di foto e centomila di messaggi erano troppi da trasferire, anche ammettendo, visto il colore, che il nuovo telefono fosse femmina. 
Il trucco stava nel liberare la memoria.
Mamma Pinkytos, che boomer rimane, ci ha messo altri due giorni, ma oggi ha sfoggiato il suo telefono perlato colore glicine chiaro che, nel frattempo, aveva dotato di cover trasparente e che fa pandant con la sua agenda .
"Aura" le ha detto il Minty.
Cosa intendesse Mamma Pinkytos non lo ha ben capito, ma ha pensato fosse un complimento.
"Sei troppo boomer mamma. Addirittura me lo volevi regalare!" le ha detto il Morby e lei è stata certa che non fosse un complimento.
"Bellissimo" le ha detto la Dottoressa Millecolori con un sorriso, dopo vere passato ore ad aiutarla ad archiviare video dei nani piccoli e le chat deliranti dei clienti. 
E Mamma Pinkytos ha pensato che se al mondo ci fossero solo donne sarebbe un posto migliore, i boomer non sarebbero discriminati e ci sarebbero molti più telefoni lilla.


venerdì 9 gennaio 2026

Silenzio

Si gela e Mamma Pinkytos ha voglia di boule e di tisana.
Possibilmente con una bella fetta di torta di mele e noci, come quella che la Nonna R le sta preparando proprio in questo istante, a forma di cuore, per festeggiare il suo compleanno in ritardo.
Vorrebbe mettersi a dieta e invece ha una fame atavica la mater invecchians che, come inizia l'anno, aggiunge già un numero alla sua veneranda età.
E insieme al numero aggiunge anti-estetici capelli bianchi, preoccupanti vuoti di memoria e qualche attacco di sana malinconia per i nani piccoli. 
Oltre alla capacità, ogni tanto, di restare in silenzio e assaporare gioie, dolori e riflessioni come qualcosa di intimo e personale, da non condividere necessariamente.
Quando era giovane era più verbosa, anche la sua necessità di scrivere, raccontare, commentare era talvolta di un'urgenza impellente.
Oggi pensa che spesso il silenzio sia l'unica risposta sensata.
Davanti al dolore per l'orrore quotidiano in Palestina, per la tragedia di Crans Montana, per quel che l'anno che se ne è andato le ha tolto irreparabilmente, ha pensato che non ha senso cercare le parole, laddove di parole giuste non ce ne sono e qualsiasi frase di commento sarebbe priva di qualche sfaccettatura essenziale.
Perché è proprio questo il punto. 
Grazie all'età si vedono le sfumature, i mille colori di cui ogni questione è ammantata ed il giudizio arretra per lasciare spazio all' ascolto. 
Accogliere. 
Rispettare. 
Il suo lavoro l'ha aiutata negli anni ad esercitarsi nell'assenza di giudizio. 
Se ergeva barricate, oggi tende a costruire ponti, a trovare ragioni recondite dove sembrano non essercene.
La banalità le sembra pericolosa quanto l'aggressività.
Si affaccia al 2026 come sempre con entusiasmo, ma forse quest'anno davvero desidera solo che tutto rimanga come è, pur nel suo incessante fluire.
Con la bellezza che ha intorno, i gesti che l'hanno fatta sentire coccolata e tutto il nuovo che si affaccia.
Intanto il blog, che ormai è anzianetto pure lui, si è rifatto il look, grazie alla matita della meravigliosa Irene Guerrieri, che oltre ad essere un'artista di prim'ordine è anche la mamma del suo braccio destro, la Dottoressa Millecolori che, insieme a Luna Rabbit, è la scapestrata figlia femmina che le mancava.
Un bel giorno ha trovato questa deliziosa opera d'arte sulla scrivania, un pensiero delicato che l'ha commossa.
Adesso, al posto della sola Mamma Pinkytos, nel logo del blog potete vedere la Family al completo, in tutto il suo lumacoso splendore. 
Se si sofferma a pensare che il Minty quest'anno compie diciassette anni ed il suo piccolo Morby quattordici, alla mater non dormiens viene un colpo apoplettico.
Epperò.
Ne ha passato di tempo e di avventure insieme a voi.
Con buona pace del silenzio.

lunedì 8 dicembre 2025

Dicembre

A dicembre Mamma Pinkytos ha sempre il cervello frullato.
Vorrebbe fare mille cose, ma non arriva da nessuna parte. Ventiquattro ore al giorno non le bastano per tutto quello che ci vorrebbe infilare, senza contare che ha la resistenza di un bradipo stanco e dopo mezz'ora di incombenze pre-natalizie vorrebbe andare a dormire con la boule e il pigiama peloso.
Ha fatto l'albero di Natale in quattro rate. Presa da buonissima volontà, lo scorso weekend lo ha tolto dall' imballaggio e montato, salvo scoprire che i conigli mannari avevano mangiato tutte le luci. Ha dovuto attendere il lunedì per acquistarne di nuove. Ieri le ha posizionare. Oggi ha messo una parte delle palline e domani forse completerà l'opera titanica.
Manco fosse un baobab millenario e non il suo povero alberello che nella sua testa è sempre gigante, ma una volta montato sembra quello dei Puffi. Beato il vicino che non solo ha l'erba più verde come nei proverbi, ma anche l'albero più gigante che ci sia, con millemila lucine non mordicchiare da pestiferi roditori. Che ci rimarranno secchi una volta, fulminati con lo scheletro fosforescente come nei cartoni animati.
Poi i regali. Mamma Pikytos acquista tutto on line, la sera mentre è nel letto. Lo fa con anticipo, per evitare sorprese. Ma puntualmente sotto Natale le poste vanno in tilt e i corrieri si danno all'anarchia e l'ultima settimana non ha ancora ricevuto nulla. Fa la caccia al tesoro nel palazzo e ogni tanto le va bene. Venerdì ha trovato un pacco nelle scale del vano caldaia, oggi uno direttamente in strada.
Quanto allo shopping per sé, Mamma Pinkytos non resiste la vanità di un vestito nuovo o di una sciarpa rossa. Alla sera riempie tantissimi carrelli, di tutti i suoi siti preferiti. Poi va a dormire felice e al mattino sono tutti scaduti. A lei non interessa davvero comprare, per soddisfare la sua voglia di shopping basta così. Riempire il carrello. Anche perché quando compra davvero non è quasi mai soddisfatta e i resi costano tempo e fatica.
Vogliamo parlare delle cene di dicembre? Quest'anno Mamma Pinkytos ha bidonato tantissimo. Ha deciso di partecipare solo a cene tra amici, quando ne ha davvero voglia. E non più di una alla settimana. Rivedere amici con l'occasione del Natale la rende felice, ma per vincere la battaglia con il plaid e la boule bisogna che siano amici davvero con la A maiuscola.
Ieri e oggi Mamma Pinkytos si è anche data alla produzione di biscotti. Ma deve nasconderli accuratamente se vuole che sopravvivano all'ingordigia dei nani. 
"Mamma, posso uno?" "Noooooo!'"
Ci metterebbe il filo spinato Mamma Pinkytos, che ogni anno confeziona con amore trenta scatoline di biscotti natalizi per tutti i suoi amici e conoscenti, mentrei nani rimangono a bocca asciutta e con l'acquolina in bocca. Il Morby, dopo varie insistenze, ha rimediato una stellina mal riuscita. Finisce che il senso di colpa  porta Mamma Pinkytos a fare l'infornata numero due la settimana successiva.
Che poi.
I biscotti comprati sono più belli ed economici, visto che a lei costano il mal di schiena, l'infiammazione alla cervicale e almeno cinque sedute dal fisioterapista.
Ma la tradizione non si tocca.
E la casa profumata di biscotti e scorze d'arancia candite per la Pinkytos Family vuol dire Natale.
Fa niente se non mangiano né gli uni né le altre.
I biscotti sono come i carrelli dello shopping on line di Mamma Pinkytos: basta l'idea a fare sentire l'atmosfera dei giorni di dicembre.

sabato 25 ottobre 2025

Pronto Soccorso

Mamma Pinkytos è stata indisciplinata e testarda e, alla fine per evitare la coda infinita del Pronto Soccorso, ha fatto una coda infinita al Pronto Soccorso, ma, da vera furba, ci è andata dopo avere fare la radiografia a pagamento in privato.
Dopo una settimana di zoppia, in cui ha guidato, salito e sceso scale in modalità laterale, applicato impacchi caldi e freddi, rischiato la morte con le stampelle,  il piede di Mamma Pinkytos era ancora color Halloween (nero tendente al viola ,con deboli riflessi giallo arancio). 
Così si è decisa, piú per mettere a tacere gli uccelli del malaugurio dai quali è circondata che mettevano in dubbio le sue competenze ortopediche, a prenotare una radiografia del piede in uno studio privato prevista per questa mattina.
È andata bella tranquilla in macchina e stampelle  e al radiologo è bastato uno sguardo menagramo per portare jella:"Come mai è così nero?!"
"Sarà il trauma" 
"Troppo nero" ha chiosato neanche parlasse di Mandela ai tempi dell'apartheid.
Gli è bastata un sola radiografia per sentenziare: "Le dico subito che c'è la frattura ossea, faccio prima a farle vedere che a spiegarle" indicando il buco bianco nel piede stilizzato di Mamma Pinkytos sulla lavagna luminosa.
La mater testarda ha chiesto la consulenza del medico il quale, nonostante lei insistesse nel sostenere che le fratture alle dita dei piedi non si ingessano, l'ha invitata a recarsi al temuto Pronto Soccorso con la scusa che "in presenza di un distacco osseo bisogna sempre valutare l'intervento."
E niente.
Suo malgrado ha dovuto costituirsi. 
Solo perché Mister Baby l'ha minacciata non se ne è andata prima del triage.
Troppa gente, troppo caldo, ma soprattutto troppo pochi ortopedici.
Uno.
Che a sentire le infermiere era intento alla ricostruzione osso per osso di uno scheletro visto che non si è palesato dalle 9 del mattino alle 16.30 del pomeriggio, nonostante la folla imbufalita dei fratturati in attesa.
Quando è arrivato, dopo sette ore,  ha guardato prima l'rx poi da due metri di distanza il piede di Mamma Pinkytos, ha detto all'infermiere "incerottiamo" e le ha spiegato che avrebbe dovuto camminare per un mese sul calcagno, abilità già ampiamente acquisita da M.P.
La mater ortopedica ha osservato attentamente, per essere sicura di riuscire a riprodurre al prossimo evento traumatico analoga fasciatura "a cavaliere".
Poi è stata dimessa. Con il referto di un altro.
Quando si è accorta, Mister Baby è tornato per fare rilevare l'errore. Gli hanno stampato un nuovo referto e finalmente se ne sono andati.
Appena Mamma Pinkytos ha guardato la cartella  di dimissione ha scoperto di avere nell'ordine una frattura scomposta al quarto dito del piede destro, un distacco osseo al piede sinistro e, udite udite, un punto di sutura in sede di ferita chirurgica per asportazione di neoformazione all'emicostato dx dove, a occhio e croce, pensava di non avere problemi. Tutto in un unico accesso.
Tre al prezzo di uno.
Con tutta questa abbondanza è andata zoppicando peggio di prima a cena al ristorante cinese con  Mamma Polly Capellipazzi, che zoppicava pure lei per uno stiramento. Sarà che a una certa età è più sicuro non uscire di casa. Anche se Mamma Pinkytos si è infortunata in casa e quindi fa lo stesso.
Comunque le ha sconsigliato il Pronto Soccorso.
Perché può anche essere che ti soccorrano, ma la prontezza è proprio un'altra cosa.