giovedì 29 gennaio 2026

KO

Alle fine Mamma Pinkytos in letargo ci è andata davvero e con soddisfazione.
Messa ko dalla febbre, ha passato mezza giornata sotto il piumone in modalità zombie.
Il Morby e Mister Baby, reduci dalla sfortunata trasferta a Bruxelles a seguito dell'Atalanta (andata, sconfitta e ritorno in 22 ore) erano più attivi di lei.
L'altra mezza giornata, la mater febbricitans l'ha spesa a tentare di riacquisire una dimensione umana, a pulire casa e a cercare di mettere insieme pranzo e cena con gli avanzi di frigorifero e un po' di fantasia.
Poi, dulcis in fundo, per individuare una luce in fondo al tunnel della carestia, tra i rimbrotti del Morby contrariato per la zuppa di legumi, ha ordinato la spesa on line.
Con un po' di riposo se ne è andata anche la febbre. È come se il corpo di Mamma Pinkytos ogni tanto reclamasse a gran voce una tregua. 
Domani si riparte. Ha la voce nasale e i capelli da seconda guerra mondiale, ma può farcela.
È venerdì.

martedì 27 gennaio 2026

Letargo

È passato meno di un mese dalla fine delle vacanze di Natale eppure Mamma Pinkytos sente di avere bisogno di un break.
Non è affaticata per il lavoro né tutto sommato per la gestione familiare.
Lei ha proprio sonno.
Tantissimo sonno. 
E freddo.
Ha pensato che fanno bene gli animali ad andare in letargo, a mettersi fino a primavera in modalità risparmio energetico.
Eppure lei è nata a gennaio e ama l'inverno, la neve, i pigiami pelosi, il camino.
Però non le dispiacerebbe affatto dormire un paio di giorni di fila. O per lo meno non uscire da sotto il piumone.
D'ostacolo al suo letargo c'è una fame atavica, alla faccia della dieta che si era ripromessa di fare.
Di dolci soprattutto, ma anche di grassi di varia natura: salumi, ravioli al burro, taleggio.
Mister Baby, nella sua nuova versione granivora, si alza presto al mattino per mettere amorevolmente i semi di chia in ammollo nel kefir. Le prepara la colazione come fosse la cosa più buona del mondo e Mamma Pinkytos, al pensiero della brioche e del cappuccino, inizia la giornata già di cattivo umore. 
Siccome poi nella pausa caffè nemmeno la Dottoressa Millecolori vuole condividere con lei la vergogna del cornetto alla crema, rinuncia. E il malumore cresce.
Per non arrivare a casa con istinti omicidi divora di nascosto caramelle gommose.
Per alleggerire il senso di colpa per avere mangiato caramelle gommose va a pilates due volte a settimana. Alle sei e mezza del mattino. Esce di casa con il buio e i pinguini che fanno capolino tra le auto.
Il che accresce esponenzialmente la sua voglia di letargo.
La giornata le sembra una ricorsa. 
A volte Mister Baby prepara il pranzo. Insalata. E basta.
Gnam gnam caramelle gommose, appena riesce ad arrivare in ufficio.
Nonostante i semi e l'insalata nemmeno dimagrisce.
Traccheggia.
Se ne sta li ad aspettare marzo. 
Come in letargo, ma in piedi.
Dopotutto intravede la luce in fondo al tunnel.
Sotto forma di uova di Pasqua che già fanno capolino sugli scaffali del supermercato.

lunedì 26 gennaio 2026

Né carne né pesce

Ogni tanto Mamma Pinkytos pensa che l'adolescenza le piaccia. La sua tensione verso il futuro, la promessa che è in ogni destino che prende il largo, i sogni che prendono forma. L'età delle possibilità. 
Più spesso Mamma Pinkytos vorrebbe vivere su Marte ed evitare a piè pari "l'identità che si afferma come altro dal genitore", i musi, i brufoli, le proteste a prescindere.
L'età delle rogne.
Ha una nostalgia incoercibile per il Minty che le dice: "Andiamo a mangiae il lupo!" e per il Morby che le prende la mano dicendo: "Voio mamma". 
Ogni tanto si sente lei adolescente: non sa se ridere o piangere, ha voglia di mangiare schifezze e di scappare di casa.
Ma soprattutto ha voglia di autonomia. Di non sentire rimbrotti, di non dovere fare la taxista, di starsene per conto suo.
Quindi in fondo li capisce pure i nani che al sabato mattina fanno colazione in fretta per stare in santa pace senza interloquire, che vogliono stare nel chill senza genitori a vedere la loro serie preferita sul PC, fosse anche sul gabinetto pur di godere dell'agognata pace. Però le dà fastidio lo stesso. 
Si sente di colpo disoccupata e invece di godere del tempo ritrovato si adombra.
Sa che il suo ruolo è cruciale a maggior ragione in questa fase eppure si sente spinta anzitempo al pensionamento e la sensazione non le piace.
Vero è che quando l'animo contestatore del Morby è in grande spolvero, Mamma Pinkytos sente di avere l'energia di un'ameba e la voglia di discutere sotto i tacchi. Però si rimbocca le maniche e lancia in resta, perché è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo: sciorina tutto il catalogo di minacce che sul nano piccolo hanno effetto zero. Strafottente come solo lui sa essere, si limita a rispondere "Ok" o al massimo "Esagerata" alla minaccia di non uscire mai più o di mettergli sotto sequestro a tempo indeterminato il cellulare. 
Non è nemmeno brava a fare il Cerbero e allora ogni tanto sfodera la versione sclerotica di sé stessa davanti alla quale di solito il nano mostra seria preoccupazione per il suo stato mentale: "Mamma, stai bene? Sei seria?"
Insomma, Mamma Pinkytos a fare la mamma dell'adolescente ribelle non si sente portata. 
Mica bisogna per forza sapere fare tutto.
Preferiva inseguire un nanetto non canminante o cantare in loop "Il coccodrillo come fa".
Ogni tanto però emerge l'inadeguatezza della condizione di chi si sente né carne né pesce oppure tutti e due insieme: "Mamma ho due brufoli" dice il Morby prima di andare a scuola.
"Stai crescendo nano, è normale."
"Mi sa che dobbiamo fare una mascherina."
"?"
"Quelle cose che si mettono sulla faccia."
"Una maschera."
"Ecco."
E a Mamma Pinkytos scatta automatica la tenerezza.



venerdì 23 gennaio 2026

Boomer

Domenica mattina il telefono di Mamma Pinkytos ha fatto un triplo carpiato e si è schiantato al suolo dalla parte dello schermo. Risultato: frattura del vetro e cristalli liquidi in libera uscita.
Al Morby, che continuava a vituperare il telefono della parva mater ("Bro, ma te lo puoi anche comprare un telefono decente che questo qui è veramente una schifezza!"), non è parso vero di poterla finalmente spingere verso l'acquisto.
Le ha imposto di aspettarlo all'uscita del cinema per andare insieme al negozio ("Bro non ho mai comprato un telefono, non lo puoi comprare senza di me. È illegale.").
Mamma Pinkytos, che è avvezza alla tecnologia come al karate, voleva uno smartphone rosa. 
Il nano malefico aveva in testa un sacco di requisiti tecnici che a lei erano per lo più ignoti e per i quali nutriva interesse pari a zero.
Alla fine il telefono rosa non c'era e Mamma Pinkytos ha ripiegato su uno lilla tra le rimostranze del nano, secondo il quale la mater inetta faceva acquisti insensati di prodotti orrendi.
Una volta a casa M.P. ha iniziato ad armeggiare con l'elettrodomestico violetto (dotato, si badi bene, di cover nera!) e ha iniziato quasi subito a spazientirsi, poi a imprecare, manifestando alla fine l'istinto insano del lancio dalla finestra dell'ammennicolo hi tech. 
Per arginare la vis distruttiva, ha reinserito la SIM nel suo amato Oppo a 54 del paleolitico con lo schermo chiazzato di nero e la cover a fiori ed è andata a letto cercando inutilmente di dormire.
La mattina dopo ha offerto il suo smartphone perlato color glicine in regalo ad entrambi i nani ma nessuno l'ha voluto.
Il Morby ha chiosato: "Vedi che dovevi prendere l'altro?! L'avrei usato io "
Il problema era che il trasferimento dei millemilla megabyte da un telefono all'altro si arrestava invariabilmente al 2% e a Mamma Pinkytos sono venuti in odio il lilla, l'Unieuro, i gigabyte, le foto, le app e tutti i telefoni cellulari del mondo terracqueo.
Per due giorni ha abbandonato l'idea di avere uno smartphone intatto.
Poi è tornata dal Senegal la Dottoressa Millecolori e, come fa quasi sempre, le ha risolto il problema con tutta la naturalezza dei suoi 25 anni e la velocità del suo essere donna (è questa la differenza tra lei e i nani. Loro non si applicano e soprattutto sanno fare una sola cosa alla volta. E stanno sempre facendo qualcosa d'altro.).
Le ha spiegato che millemila megabyte di foto e centomila di messaggi erano troppi da trasferire, anche ammettendo, visto il colore, che il nuovo telefono fosse femmina. 
Il trucco stava nel liberare la memoria.
Mamma Pinkytos, che boomer rimane, ci ha messo altri due giorni, ma oggi ha sfoggiato il suo telefono perlato colore glicine chiaro che, nel frattempo, aveva dotato di cover trasparente e che fa pandant con la sua agenda .
"Aura" le ha detto il Minty.
Cosa intendesse Mamma Pinkytos non lo ha ben capito, ma ha pensato fosse un complimento.
"Sei troppo boomer mamma. Addirittura me lo volevi regalare!" le ha detto il Morby e lei è stata certa che non fosse un complimento.
"Bellissimo" le ha detto la Dottoressa Millecolori con un sorriso, dopo vere passato ore ad aiutarla ad archiviare video dei nani piccoli e le chat deliranti dei clienti. 
E Mamma Pinkytos ha pensato che se al mondo ci fossero solo donne sarebbe un posto migliore, i boomer non sarebbero discriminati e ci sarebbero molti più telefoni lilla.


venerdì 9 gennaio 2026

Silenzio

Si gela e Mamma Pinkytos ha voglia di boule e di tisana.
Possibilmente con una bella fetta di torta di mele e noci, come quella che la Nonna R le sta preparando proprio in questo istante, a forma di cuore, per festeggiare il suo compleanno in ritardo.
Vorrebbe mettersi a dieta e invece ha una fame atavica la mater invecchians che, come inizia l'anno, aggiunge già un numero alla sua veneranda età.
E insieme al numero aggiunge anti-estetici capelli bianchi, preoccupanti vuoti di memoria e qualche attacco di sana malinconia per i nani piccoli. 
Oltre alla capacità, ogni tanto, di restare in silenzio e assaporare gioie, dolori e riflessioni come qualcosa di intimo e personale, da non condividere necessariamente.
Quando era giovane era più verbosa, anche la sua necessità di scrivere, raccontare, commentare era talvolta di un'urgenza impellente.
Oggi pensa che spesso il silenzio sia l'unica risposta sensata.
Davanti al dolore per l'orrore quotidiano in Palestina, per la tragedia di Crans Montana, per quel che l'anno che se ne è andato le ha tolto irreparabilmente, ha pensato che non ha senso cercare le parole, laddove di parole giuste non ce ne sono e qualsiasi frase di commento sarebbe priva di qualche sfaccettatura essenziale.
Perché è proprio questo il punto. 
Grazie all'età si vedono le sfumature, i mille colori di cui ogni questione è ammantata ed il giudizio arretra per lasciare spazio all' ascolto. 
Accogliere. 
Rispettare. 
Il suo lavoro l'ha aiutata negli anni ad esercitarsi nell'assenza di giudizio. 
Se ergeva barricate, oggi tende a costruire ponti, a trovare ragioni recondite dove sembrano non essercene.
La banalità le sembra pericolosa quanto l'aggressività.
Si affaccia al 2026 come sempre con entusiasmo, ma forse quest'anno davvero desidera solo che tutto rimanga come è, pur nel suo incessante fluire.
Con la bellezza che ha intorno, i gesti che l'hanno fatta sentire coccolata e tutto il nuovo che si affaccia.
Intanto il blog, che ormai è anzianetto pure lui, si è rifatto il look, grazie alla matita della meravigliosa Irene Guerrieri, che oltre ad essere un'artista di prim'ordine è anche la mamma del suo braccio destro, la Dottoressa Millecolori che, insieme a Luna Rabbit, è la scapestrata figlia femmina che le mancava.
Un bel giorno ha trovato questa deliziosa opera d'arte sulla scrivania, un pensiero delicato che l'ha commossa.
Adesso, al posto della sola Mamma Pinkytos, nel logo del blog potete vedere la Family al completo, in tutto il suo lumacoso splendore. 
Se si sofferma a pensare che il Minty quest'anno compie diciassette anni ed il suo piccolo Morby quattordici, alla mater non dormiens viene un colpo apoplettico.
Epperò.
Ne ha passato di tempo e di avventure insieme a voi.
Con buona pace del silenzio.

lunedì 8 dicembre 2025

Dicembre

A dicembre Mamma Pinkytos ha sempre il cervello frullato.
Vorrebbe fare mille cose, ma non arriva da nessuna parte. Ventiquattro ore al giorno non le bastano per tutto quello che ci vorrebbe infilare, senza contare che ha la resistenza di un bradipo stanco e dopo mezz'ora di incombenze pre-natalizie vorrebbe andare a dormire con la boule e il pigiama peloso.
Ha fatto l'albero di Natale in quattro rate. Presa da buonissima volontà, lo scorso weekend lo ha tolto dall' imballaggio e montato, salvo scoprire che i conigli mannari avevano mangiato tutte le luci. Ha dovuto attendere il lunedì per acquistarne di nuove. Ieri le ha posizionare. Oggi ha messo una parte delle palline e domani forse completerà l'opera titanica.
Manco fosse un baobab millenario e non il suo povero alberello che nella sua testa è sempre gigante, ma una volta montato sembra quello dei Puffi. Beato il vicino che non solo ha l'erba più verde come nei proverbi, ma anche l'albero più gigante che ci sia, con millemila lucine non mordicchiare da pestiferi roditori. Che ci rimarranno secchi una volta, fulminati con lo scheletro fosforescente come nei cartoni animati.
Poi i regali. Mamma Pikytos acquista tutto on line, la sera mentre è nel letto. Lo fa con anticipo, per evitare sorprese. Ma puntualmente sotto Natale le poste vanno in tilt e i corrieri si danno all'anarchia e l'ultima settimana non ha ancora ricevuto nulla. Fa la caccia al tesoro nel palazzo e ogni tanto le va bene. Venerdì ha trovato un pacco nelle scale del vano caldaia, oggi uno direttamente in strada.
Quanto allo shopping per sé, Mamma Pinkytos non resiste la vanità di un vestito nuovo o di una sciarpa rossa. Alla sera riempie tantissimi carrelli, di tutti i suoi siti preferiti. Poi va a dormire felice e al mattino sono tutti scaduti. A lei non interessa davvero comprare, per soddisfare la sua voglia di shopping basta così. Riempire il carrello. Anche perché quando compra davvero non è quasi mai soddisfatta e i resi costano tempo e fatica.
Vogliamo parlare delle cene di dicembre? Quest'anno Mamma Pinkytos ha bidonato tantissimo. Ha deciso di partecipare solo a cene tra amici, quando ne ha davvero voglia. E non più di una alla settimana. Rivedere amici con l'occasione del Natale la rende felice, ma per vincere la battaglia con il plaid e la boule bisogna che siano amici davvero con la A maiuscola.
Ieri e oggi Mamma Pinkytos si è anche data alla produzione di biscotti. Ma deve nasconderli accuratamente se vuole che sopravvivano all'ingordigia dei nani. 
"Mamma, posso uno?" "Noooooo!'"
Ci metterebbe il filo spinato Mamma Pinkytos, che ogni anno confeziona con amore trenta scatoline di biscotti natalizi per tutti i suoi amici e conoscenti, mentrei nani rimangono a bocca asciutta e con l'acquolina in bocca. Il Morby, dopo varie insistenze, ha rimediato una stellina mal riuscita. Finisce che il senso di colpa  porta Mamma Pinkytos a fare l'infornata numero due la settimana successiva.
Che poi.
I biscotti comprati sono più belli ed economici, visto che a lei costano il mal di schiena, l'infiammazione alla cervicale e almeno cinque sedute dal fisioterapista.
Ma la tradizione non si tocca.
E la casa profumata di biscotti e scorze d'arancia candite per la Pinkytos Family vuol dire Natale.
Fa niente se non mangiano né gli uni né le altre.
I biscotti sono come i carrelli dello shopping on line di Mamma Pinkytos: basta l'idea a fare sentire l'atmosfera dei giorni di dicembre.

sabato 25 ottobre 2025

Pronto Soccorso

Mamma Pinkytos è stata indisciplinata e testarda e, alla fine per evitare la coda infinita del Pronto Soccorso, ha fatto una coda infinita al Pronto Soccorso, ma, da vera furba, ci è andata dopo avere fare la radiografia a pagamento in privato.
Dopo una settimana di zoppia, in cui ha guidato, salito e sceso scale in modalità laterale, applicato impacchi caldi e freddi, rischiato la morte con le stampelle,  il piede di Mamma Pinkytos era ancora color Halloween (nero tendente al viola ,con deboli riflessi giallo arancio). 
Così si è decisa, piú per mettere a tacere gli uccelli del malaugurio dai quali è circondata che mettevano in dubbio le sue competenze ortopediche, a prenotare una radiografia del piede in uno studio privato prevista per questa mattina.
È andata bella tranquilla in macchina e stampelle  e al radiologo è bastato uno sguardo menagramo per portare jella:"Come mai è così nero?!"
"Sarà il trauma" 
"Troppo nero" ha chiosato neanche parlasse di Mandela ai tempi dell'apartheid.
Gli è bastata un sola radiografia per sentenziare: "Le dico subito che c'è la frattura ossea, faccio prima a farle vedere che a spiegarle" indicando il buco bianco nel piede stilizzato di Mamma Pinkytos sulla lavagna luminosa.
La mater testarda ha chiesto la consulenza del medico il quale, nonostante lei insistesse nel sostenere che le fratture alle dita dei piedi non si ingessano, l'ha invitata a recarsi al temuto Pronto Soccorso con la scusa che "in presenza di un distacco osseo bisogna sempre valutare l'intervento."
E niente.
Suo malgrado ha dovuto costituirsi. 
Solo perché Mister Baby l'ha minacciata non se ne è andata prima del triage.
Troppa gente, troppo caldo, ma soprattutto troppo pochi ortopedici.
Uno.
Che a sentire le infermiere era intento alla ricostruzione osso per osso di uno scheletro visto che non si è palesato dalle 9 del mattino alle 16.30 del pomeriggio, nonostante la folla imbufalita dei fratturati in attesa.
Quando è arrivato, dopo sette ore,  ha guardato prima l'rx poi da due metri di distanza il piede di Mamma Pinkytos, ha detto all'infermiere "incerottiamo" e le ha spiegato che avrebbe dovuto camminare per un mese sul calcagno, abilità già ampiamente acquisita da M.P.
La mater ortopedica ha osservato attentamente, per essere sicura di riuscire a riprodurre al prossimo evento traumatico analoga fasciatura "a cavaliere".
Poi è stata dimessa. Con il referto di un altro.
Quando si è accorta, Mister Baby è tornato per fare rilevare l'errore. Gli hanno stampato un nuovo referto e finalmente se ne sono andati.
Appena Mamma Pinkytos ha guardato la cartella  di dimissione ha scoperto di avere nell'ordine una frattura scomposta al quarto dito del piede destro, un distacco osseo al piede sinistro e, udite udite, un punto di sutura in sede di ferita chirurgica per asportazione di neoformazione all'emicostato dx dove, a occhio e croce, pensava di non avere problemi. Tutto in un unico accesso.
Tre al prezzo di uno.
Con tutta questa abbondanza è andata zoppicando peggio di prima a cena al ristorante cinese con  Mamma Polly Capellipazzi, che zoppicava pure lei per uno stiramento. Sarà che a una certa età è più sicuro non uscire di casa. Anche se Mamma Pinkytos si è infortunata in casa e quindi fa lo stesso.
Comunque le ha sconsigliato il Pronto Soccorso.
Perché può anche essere che ti soccorrano, ma la prontezza è proprio un'altra cosa.


martedì 21 ottobre 2025

Relax forzato

L'altra notte (era già quasi mattina, ma la Pinkytos' Family dormiva tutta della grossa) è  suonato inopinatamente l'allarme nella Pinkytos' Home.
Mamma Pinkytos, tutta rimbambita com'era, per sgominare il fantomatico ladro, ha fatto un capitombolo dalle scale, causa calzerotti pelosi e scivolosi con le orecchie da panda.
Ha vinto una zoppia totale, che le scale di casa per andare al bagno le deve scendere con il sedere.
Ieri è andata al lavoro saltellando sull'altra gamba poi si è lasciata convincere ad andare al Pronto Soccorso, ma Mister Baby non aveva ancora parcheggiato che lei era già scappata su una gamba sola. 
Non c'era nemmeno posto per sedersi e l'idea di passare pomeriggio e sera nella posa del fenicottero tra ambulanze in arrivo e virus di stagione svolazzanti non la entusiasmava affatto. E questo nonostante fosse psicologicamente preparata e brioche-munita per affrontare ore e ore di attesa.
Siccome deve assolutamente essere operativa da domani in poi, oggi si è auto messa in malattia.
Pigiama, mollettone e piedone livido sollevato.
Peccato che al relax lei non ci sia per nulla abituata e che le vengano in mente di continuo cose che potrebbe fare.
Ieri, siccome è tornata prima per via della fuga dal Pronto Soccorso, ha cucinato l'arrosto, la polenta e la crostata.
Sempre nella posa del fenicottero.
Oggi, poiché le materie prime iniziano a scarseggiare, si è dedicata alla spesa on line, ma non ha resistito al richiamo dell'ultima tranche di cambio armadi. In equilibrio sulla scala a pioli su un piede solo.
Che poi, ad essere onesti, avrebbe voluto dormire.
Ma la mattina è volata via tra call, mail,  spesa e pranzo.
Al ritorno da scuola il Minty l'ha guardata stranito: "Ma veramente rimani a casa tutto il giorno???!"
"Faccio fatica a raggiungere l'ufficio nano".
"Potevi andare almeno al mattino."
Sensi di colpa galoppanti. Reazione piccata della mater iperattiva.
Poi è arrivato anche il Morby: "Come mai sei stata a casa?"
"Non riesco a camminare mostro.."
"Potevi andare al lavoro con il monopattino. Mica ti servono due piedi."
O i nani sono figli illegittimi di Stakanov (e si sente di escluderlo, vista la loro tendenza al chill out) o lei li ha abituati malissimissimo. Per starsene un giorno legittimamente a riposo deve proprio essere in punto di morte. Sennò non si spiega.
Quindi avrebbe voluto mandare a quel paese i nani, Anassimandro, Anassimene, il congiuntivo, Guinizzelli e i pitagorici, la borsa del calcio ed il pane e Nutella e andarsene in ufficio saltando sul piede sano.
Invece è rimasta impassibile nel suo relax forzato ad ascoltare l'intera gamma dei presocratici e anche un po' del Cantico delle Creature e ci ha proprio galleggiato nell'apeiron, con il piede a mollo nell'acqua e sale.
Ma da domani si torna alla vita, a costo di farsi portare al lavoro in braccio da Mister Baby.
Così poi ci sta un po' lui a casa nell'apeiron. Con il mal di schiena.


giovedì 11 settembre 2025

Albergo

Se domani non inizia la scuola, Mamma Pinkytos non è sicura di arrivare alla prossima settimana.
Ha iniziato a lavorare da due settimane e la Pinkytos' Home sembra un albergo. Sporco, disordinato e disorganizzato, ma pur sempre un albergo.
Il Minty, dopo avere saldato il suo debito estivo con il sistema scolastico, è un'apparizione notturna e fugace. Questa notte all'1 è tornato da una mini vacanza al mare (con occhiali da sole viola e un brillozzo di ragguardevoli dimensioni al lobo) e questa mattina alle 7 è partito per andare a Gardaland. Lui che nella vita ha preso più aerei che treni e autobus, sta sperimentando finalmente la tanto desiderata autonomia: ha preso gli uni, gli altri e gli altri ancora, nel chill più completo ("Mamma, tutto apposto. Sto aspettando non è ancora uscito il gate." "Amore non sei all'aeroporto." "No infatti. Il gate di Italo, mica dell'aereo. " "Vabbè "). 
In assenza del fratello, il Morby si dà al bivacco totale: passa dal letto, al divano del salotto, al divano della taverna, in ordine sparso. E lascia tracce particolarmente visibili ovunque: pop corn, calzini, figurine, briciole di varia natura, bicchieri con residui di granita.
Mamma Pinkytos, per ricondurlo alla civiltà, ha tentato di portarlo in ufficio e obbligarlo a fare un compito di analisi logica facoltativo. Ha frignato un'ora e mezza impedendole di lavorare lamentandosi della sfortuna che gli era capitata in sorte sotto forma di madre, dopo di che si è rassegnato e lo ha fatto (male), spargendo pure lì briciole e figurine in ogni dove.
Ogni tanto Mamma Pinkytos sclera. Urla. Un urlo da pazza, liberatorio. Magari lo fa per il motivo più banale, dopo avere abbozzato mentre scavalcava il PC abbandonato in bagno vicino al wc e raccolto in silenzio quantità imprecisate di cereali e palline dei conigli da terra.
Si sente davvero al limite, investita di un compito ingrato, non remunerato e di pochissima soddisfazione.
Mobbizzata. 
Corre come una matta tutto il giorno cercando di incastrare tutto, dopo due settimane già ha la faccia da zombie e tollera malissimo il chill, che poi è il sistema di vita dei nani.
Persino la Nonna L, che ha ospitato il Minty ed il suo amico, è entrata nell'ottica: "È andata benissimo..sono ragazzi molto educati. Chill."" "?!!!!!!!"
Tre mesi senza scuola sono decisamente troppi.
Per fortuna domani, con lentezza (di venerdì e per sole tre ore) si ricomincia.
L' albergo per qualche ora sarà finalmente vuoto.

domenica 24 agosto 2025

Strange sunday

La Pinkytos' Family è tornata da una settimana e sembra un secolo.
Il Minty che studia, Mamma Pinkytos che cerca disperatamente di collocare il Morby e il suo essere naturalmente molesto fuori dall'orbita del fratello, Mister Baby che non sa se ha voglia di iniziare a lavorare o no. Poi decide che no, non ha voglia e sono in tre a cercare un'occupazione fuori di casa dribblando tra un tempo antipatico e gli allenamenti di calcio del Morbillo che, dopo una sola settimana, sono già troppi e invadenti. 
Oggi è domenica. Il nano piccolo è stato sfrattato già ieri sera e se ne è andato (non per sempre) con gli Zii cinesi, tanto che stamattina ha scritto: "Ciaui" a Mamma Pinkytos e ha confessato di avere dormito pure lui "Più o meno" come il resto della sua famiglia. Mister Baby oggi è andato a recuperarlo. 
Piove. Il Minty domani ha l'esame di riparazione di inglese ed è ansioso e pessimista come uno che deve togliere un dente da un dentista incapace.
Ha spedito fuori casa Mamma Pinkytos alle 9,30 perché aveva ripetizioni e l'ha pregata di non tornare prima delle 12.
Non appena la mater derelicta ha provato a protestare dicendo che pioveva troppo per uscire, il nano le ha risposto serafico:" Fatti un giro all'Orio center che li non piove."
Quando Mamma Pinkytos è tornata il nano è uscito da solo a piedi con le cuffie nelle orecchie dicendo che aveva l'ansia e bisogno di camminare.
Non ha fame, non ha voglia di scherzare e a tutte le domande risponde: "Vediamo dopo l'esame".
L'unica frase di senso compiuto profferita è relativa alla fortuna di avere la scuola vicino alla stazione: "Così se domani va male posso buttarmi sotto il primo treno."
Mamma Pinkytos è galvanizzata da tanto ottimismo.
Ha cucinato insalata di farro anche per i beati morti e si appresta a trascorrere il pomeriggio stirando con entusiasmo.
Come sottofondo ha la "musica" di un certo Flaco G perché non osa dire al nano grande che è peggio del rumore di gesso sulla lavagna, visto il suo equilibrio psichico piuttosto precario. 
Tra poco, appena il Minty riprenderà a studiare, ascolterà un podcast sui morti ammazzati, di quelli che piacciono a lei.
Così, per risollevarsi il morale e dare un senso a questa strana domenica.

venerdì 15 agosto 2025

Cose che ho imparato da questo viaggio

1. In Scandinavia, nonostante il freddo, ci sono moltissime zanzare, ma non di quelle che pungono. Mamma Pinkytos che è stata colpita solo da un'ape. Però le è bastata.
2. Contrariamente all'idea che Mamma Pinkytos si era fatta, i camperisti sono gente dormigliona e assai poco socievole . Nonostante i tempi lunghissimi della Pinkytos' Family e la loro elevata rumorosità, erano quasi sempre i primi a lasciare le aree di sosta mentre negli altri camper tutto taceva. Mentre loro,  camperisti della domenica, colonizzavano tutti i tavolini delle aree Pic nic e facevano lunghissime colazioni en plein air, gli altri vivevano barricati all'interno con le loro tendine scure.
3. In Svezia ed in Norvegia ci sono spiagge bianchissime, super attrezzate e con mare pulito e se, come quest'anno, il meteo impazzisce e ci sono quasi trenta gradi a Capo Nord, si possono fare ottime vacanze di mare.
4. In Svezia riciclano peggio di Mamma Pinkytos. C'è un Loppis ad ogni angolo di strada e non buttano via niente. Puoi trovare l'angolo dell'usato anche nei negozi e nei ristoranti.
5. In Finlandia ci sono oltre 187.000 laghi, un lago per ogni abitante di Turku che è la sesta città finlandese.
6. Rovaniemi, intesa come villaggio di Babbo Natale annessi e connessi, è quanto di più artificiale e deprimente ci possa essere. Si pagano quasi ottanta euro per la foto con un tizio travestito da Babbo Natale, che in qualsiasi centro commerciale puoi fare tranquillamente gratis e vendono comunissime palline di Natale madre in China a venti euro l'una. 
Però a Rovaniemi c'è una renna ogni due abitanti e questo a Mamma Pinkytos piace molto.
7. Per essere camperisti non è necessario avere il camper. È più uno stato mentale. In due settimane di frequentazione di campeggi e aree sosta, Mamma Pinkytos ha visto gente campeggiare con qualsiasi mezzo. Al di là dell'infinità di persone piazzate ovunque con una semplice canadese, ha visto gente dormire nel baule della Tesla, nella tenda montata sul tetto dell'auto, in un mezzo militare camperizzato, in un semplice furgone d lavoro riadattato. Ha visto roulotte minuscole e tonde che parevano la carrozza di Cenerentola, ma il suo preferito in assoluto lo ha incontrato in un campeggio di Lulea. Un pullman camperizzato. Proprio di quelli grandi, che di solito portano le comitive in gita. Utilizzato come casa mobile da una coppia di mezza età. Lo ha adorato dal primo momento.
8. Se ti si blocca la schiena, come è successo a Mamma Pinkytos proprio l'ultimo giorno di viaggio, il camper con i suoi spazi angusti è la morte nera.
Questo rende il ritorno a casa un po' meno sgradito.

martedì 12 agosto 2025

It's time to relax

Negli ultimi giorni la Pinkytos' Family si è concessa un po' di relax: tempi lenti, tappe brevi, persino la sauna artica su una chiatta ormeggiata al porto di Narvik.
Mamma Pinkytos è colpita da come in Scandinavia tutto sia affidato all'educazione e al rispetto delle persone.
Ci sono supermercati senza cassieri né personale, bagni pubblici pulitissimi in ogni dove e saune che prenoti on line e alle quali accedi liberamente all'orario prenotato, preoccupandoti solo di lasciare tutto in ordine all'uscita. Tutto aperto, di libero accesso, con docce pulite e armadietti. Nessuno a controllare l'utilizzo, l'ingresso o l'uscita.
Mentre i tre quarti della Pinkytos' Family si rilassava accumulando il calore perduto negli ultimi giorni, il Morby si lanciava a ripetizione dal tetto della chiatta direttamente nel gelido Mare del Nord. 
È stato il saluto alla Norvegia. 
Dopo poco, infatti ,la Pinkytos Family è ritornata in Svezia, facendo tappa al Parco Naturale di Abisko.
Mentre il Minty faceva lezione on line di inglese, il Morby, Mister Baby e Mamma Pinkytos si sono cimentati in un trekking nel parco alla ricerca di tracce (id est "cacche") delle fauna presente.
Grazie ad un'app scaricata dal nano, hanno individuato con grande entusiasmo escrementi di alce, renna, cervo e lepre artica. 
Degli animali, nello spazio sconfinato che si estendeva a perdita d'occhio, nemmeno l'ombra, ma Mamma Pinkytos & Co. sono tornati quasi alle nove (con il Minty che ormai si era illuso di avere guadagnato la libertà dalla sua scalcinata famiglia) stanchi, ma felici.
Ultima tappa in Lapponia è Kiruna, dove oggi hanno visitato la città vecchia e quella nuova. In questa cittadina in mezzo al nulla in pieno Circolo Polare Artico sorge la miniera di ferro e metalli rari più grande del mondo, i cui scavi stanno minando la sicurezza delle abitazioni per le quali è stato previsto un piano di spostamento. Mezza città è già stata distrutta e trasferita in un compound modernissimo e ad alta efficienza energetica, il resto entro fine 2026.
Questa notte per la Pinkytos' Family niente camper. Trovandosi a Kiruna non potevano perdersi un pernottamento all'Ice Hotel, il più famoso hotel di ghiaccio del mondo che ogni autunno viene costruito da zero con il ghiaccio del fiume Torne da design di fama internazionale e in primavera si scioglie e ritorna al fiume. Da qualche anno c'è un'area 365 che viene salvaguardata e aperta ai visitatori anche d'estate, grazie a sofisticate tecniche di refrigerazione che mantiene tra temperatura tra i -5 e i -10 gradi C. 
Le camere sono un filino gelide e si entra con mantella pelosa dotata di cappuccio (non per niente Mamma Pinkytos & Co. hanno scelto il pernottamento in camera calda), ma sono vere e proprie opere d'arte a tema, di una perfezione straordinaria.
Domani la Pinkytos' Family lascerà il Circolo Polare Artico e inizierà a tappe serrate la discesa verso Stoccolma dove restuirà Ago di Pino venerdì pomeriggio.
Al tredicesimo giorno di camper Mamma Pinkytos, nonostante l'ennesima sauna per calarsi nello spirito del luogo, è esteticamente inguardabile, ha solo un paio di calzini puliti e le mani scorticate, ma si sente benissimo. Ha dimenticato che lavoro fa e anche un po' come si chiama ed è sempre più convinta che la Scandinavia sia il suo posto nel mondo.


domenica 10 agosto 2025

Isole Lofoten

Le Isole Lofoten, destinazione dei sogni di Mamma Pinkytos, sono un coacervo di natura selvaggia e spiagge bianchissime. Il rosso scuro dei Rorbur (le tradizionali casette di pescatori, spesso convertite in alloggi turistici), che contrasta con le montagne verdissime e l'azzurro cristallino del mare, che ha mille sfumature, rende il paesaggio unico.  
Alle Lofoten c'è spesso l'arcobaleno perché il meteo è schizofrenico: piove, c'è il sole, piove e c'è il sole, a volte nello stesso momento. 
Il neo è che c'è tantissimo vento, ragion per cui luoghi come Ramberg sono la Malibu dei norvegesi, località per surfisti e canoisti impavidi.
Mamma Pinkytos questa notte aveva gli incubi. Sentiva il vento che soffiava fortissimo e sognava che si portava via il letto a soffietto del camper con i nani dentro e poi il van intero con tutta la Pinkytos' Family. 
Avevano prenotato una battuta di pesca in barca, a pescare i merluzzi dal porto di Svolvaer, ma Mamma Pinkytos si è immaginata tutta la famiglia colpita dal mal di mare e dal vomito incoercibile e, appena sveglia, con il vento che le rendeva difficile anche raggiungere il bagno del campeggio, ha disdetto la prenotazione.
Mamma Pinkytos, che si immaginava una domenica al sole su una spiaggia bianchissima qualunque, ha messo il muso e, d'accordo con Mister Baby e con grande delusione dei nani per la giornata di pesca saltata, ha deciso di fare ritorno sul continente in anticipo, puntando verso Narvik.
Dopo la colazione, a Mamma Pinkytos è tornata un briciolo di verve organizzativa e, nonostante la pioggia battente, la Pinkytos' Family ha deciso, prima di lasciare le Lofoten, di avventurarsi in un trekking verso Kavlvika Beach, spiaggia dai colori caraibici, promettendo al Morby che, se ci fossero state le condizioni, avrebbe potuto fare il bagno. 
Per raggiungere la spiaggia avrebbero dovuto raggiungere la cima di una montagna e scollinare dall'altro versante, in circa tre ore di cammino sotto il diluvio. Alla spiaggia non sono mai arrivati, ma hanno guadagnato la vetta della montagna e una vista impagabile in un'ora e mezza quasi del tutto senza pioggia. Sono tornati al camper infangati e sporchi come reduci di guerra, ma felici.
Per concludere in bellezza, al primo raggio di sole, durato ventidue secondi, Mister Baby ha fermato il camper e si è buttato in mare con il Morby per un gelido tuffo rigenerante, sotto lo sguardo inorridito di Mamma Pinkytos.
Ora che hanno attraversato il lungo tunnel sottomarino e raggiunto la Norvegia continentale, il vento è scomparso e nel cielo è spuntato un po' d'azzurro. 
Ago di Pino è pieno zeppo di sabbia, fango, pop corn e calzini del Morby. 



venerdì 8 agosto 2025

On the road

L' ottavo giorno on the road la Pinkytos' Family ha incontrato un po' di freddo notturno, la neve sulle montagne, fiumi impetuosi pieni di salmoni e panorami mozzafiato.
Dopo un pit stop ad Alta ed uno lungo la strada per Narvik stanno percorrendo la strada costiera in direzione delle Isole Lofoten, dove si concederanno un paio di giorni di relax, tempo permettendo.
Il cielo fa i capricci, continua ad alternare sole e pioggia. Mamma Pinkytos sembra schizofrenica: mette e spoglia il pile ogni cinque minuti.
I nani invece non si preoccupano del freddo: continuano a rifiutare la canottiera e dormono con l'oblò del camper aperto, cosa che stanotte ha fatto surgelare tutta la Pinkytos' Family.
2800 km percorsi sono serviti per il rodaggio e Mamma Pinkytos & Co  sono diventati dei camperisti fatti e finiti.
Il Morby apre e chiude il gas, fa il carico dell'acqua e conosce la maggior parte delle funzioni del camper. Il Minty è il mago della ribalta, apre e chiude la camera on sky in un minuto netto. Mister Baby guida con il pilota automatico, scarica le acque grigie ed è migliorato nella gestione della psicosi da disordine e spazi stretti. Non ha ancora manifestato istinti omicidi nei confronti di nessuno dei suoi famigliari.
Mamma Pinkytos è diventata bravissima a cucinare con le micro padelline che sembrano quelle delle bambole (ne ha bruciate giusto un paio) e, dopo una prina esperienza un po' pulp, ha guardato sette tutorial e ha imparato a scaricare le acque nere. 
In considerazione dei micro armadietti dei quali dispongono sul camper e dell'adattabilità che serve in queste situazioni, hanno ulteriormente ridotto le loro necessità vitali e sono ormai pronti per l'apocalisse.
Chissà perché le pietanze mangiate sul tavolino da campeggio sembrano tutte leccornie.
Unico vero problema: le quantità. Le derrate alimentari stipabili sul van non sono idonee a fare fronte alla fame atavica dei nani, soprattutto del Minty, la cui frase più ricorrente è: "Io ho fame".
Il Morby tampona la situazione mangiando corn flakes a pallini che sembrano le cacchette di Pongo e Luna e che si rinvengono, insieme ai calzini, nei luoghi più impensati del camper.
Chi noleggerà Ago di Pino dopo di loro avrà parecchie sorprese.





mercoledì 6 agosto 2025

Capo Nord

Cucinare pasta e ceci con davanti agli occhi la spianata di Capo Nord: fatto.
Infilarsi finalmente un giubbino sopra l'altro (non per il freddo, ma per il vento) e godersi il sole che a mezzanotte scompare sotto la linea dell'orizzonte in un bailamme di colori pastello: fatto 
Fare la foto con la mitica scultura a forma di globo: fatto 
Viaggiatori da ogni parte del mondo (moltissimi italiani. La Pinkytos' Family si mimetizza perché ha camper con targa tedesca), ognuno con la propria storia e la propria motivazione personale per arrivare ai confini della terra. In bicicletta, in auto guidando per migliaia di km al giorno, in moto, a piedi, in camper e roulotte. 
Mister Baby offre tavolo e sedie  a due ragazzi padovani che cucinano la pasta in un fornelletto da campeggio minuscolo, sfidando il vento della spianata, e mangiano in piedi. Hanno percorso Padova-Capo Nord via Stoccolma in quattro giorni, guidando a turno. 
L'emozione è qualcosa che si percepisce nell'aria. La giornata è splendida, il cielo è limpido e a Capo Nord è una rarità.
La Pinkytos' Family, dopo la pasta e ceci consumata comodamente all'interno del van, per la gioia del Morby si concede anche un paio di partite a Scala 40, in attesa del sole di mezzanotte. Poco dopo l'inizio del nuovo giorno, con il cielo ancora interamente illuminato, il sole scompare e sembra che le nuvole tocchino terra generando un effetto ottico stranissimo. All' 1,36, senza che sia venuto buio nemmeno per un istante, albeggia, con la palla di fuoco che fa nuovamente capolino sopra il mare.
La Pinkytos' Family abbandona la spianata, dove da qualche giorno non è più consentita la sosta notturna dei camper, e si avvia alla ricerca di uno spiazzo dove dormire mentre le renne diventano padrone di quella notte così strana. È passata da un pezzo l'una quando il Morby, incontenibile, si lancia correndo in un prato "per fare correre le renne". Sembrano le cinque del pomeriggio. 
Il nano è euforico.
Le aiutanti di Babbo Natale sono tante, piccole e grandi, bianche e marroni. Il Morby malefico corre e urla, loro si allontanano correndo. 
La giornata è stata lunghissima e di quelle che si ricordano.
Sarà l'ebbrezza del traguardo raggiunto, saranno le mille emozioni alle quali è ancora difficile dare un nome e un ordine, ma nonostante l'ora, nessuno ha sonno. Tranne il Minty, l'unico a non essere in vacanza al 100%, che è già svenuto sul letto del camper. 

martedì 5 agosto 2025

Bellezza

Mamma Pinkytos vorrebbe potere regalare a tutti un po' di bellezza. Dovrebbe essere possibile spedirla, impacchettarla, condividerlacon il beauty sharing, farsela portare tramite Deliveroo.
Lei, che ha già visto un bel pezzetto di mondo, difficilmente ha visto tanta bellezza tutta insieme: il blu del cielo e del mare nelle sue diverse sfumature, il verde della vegetazione, il rosso delle poche casette lungo la strada.
La strada verso North Cape è un viaggio nel viaggio. Qualcosa da assaporare ad ogni metro, un distillato di emozioni che la riporta alle origini, alla sua infanzia e alla serenità che trae dalla natura, al Nonno M, dal quale forse ha ereditato il richiamo così forte verso l'acqua e tutto ciò che scorre. Come la vita, quella che oggi sente completa e perfetta, con Mister Baby e i nani che, incuranti della temperatura gelida dell'acqua, hanno fatto un tuffo nel Mare del Nord, correndo come pazzi su una lingua di sabbia punteggiata tra verde dei prati e il blu del mare.
Mancano un centinaio di km a Capo Nord e la strada percorsa fin ora sarebbe già valsa l'intero viaggio.

Verso il traguardo

Alle 11 in punto, orario finlandese, la Pinkytos' Family è partita da Inari - Finlandia, destinazione Capo Nord, ultima tappa del loro viaggio ai confini dell'Europa.
Hanno fatto una bellissima sosta lungo le sponde del Lago Inari dove si sono regalati una notte in un letto vero, nelle Aurora Cabins con tetto in vetro e vista sui suggestivi riflessi del lago con il sole di mezzanotte. 
Sono usciti in barca a remi alle undici di sera quando sembravano le cinque del pomeriggio, hanno ascoltato il silenzio ( che con il Morby in zona è un'impresa titanica) e visto una renna che brucava indisturbata. 
Questa mattina all'alba, mentre il Minty oprava per un risveglio "nel chill", Mamma Pinkytos e Mister Baby si concedevano una sauna finlandese seguita da doccia fredda, accompagnati dal Morby cinguettante al quale anche i 75 gradi interni facevano un baffo. 
Mister Baby, in posizione zen e con gli occhi chiusi, provava istinti omicidi e Mamma Pinkytos, per la conservazione della sua progenie, portava il nano molesto con le gote da Heidi, fuori dalla sauna e dalla vista del genitore 2. Il Morby tentava di buttarsi nel lago, ma l'acqua era ancora troppo fredda.
Ora i km scorrono veloci. Ne mancano 360 al traguardo finale, ma la strada è tortuosa e la velocità moderata per via del pericolo renne, che ieri per poco non facevano deragliare quel macinino di Ago di Pino, costretto ad evitare l'ostacolo improvviso. 
Il cielo è terso e in pieno Circolo Polare Artico ci sono 25 gradi ed il sole è caldissimo.
"Abbiamo missato l'abbigliamento" chiosa il Minty già sudato, vestito di tutto punto in completo tecnico, pronto per l'estremo nord. "Se non c'è freddo almeno a Capo Nord mi ammazzo". 
In Norvegia guadagneranno un'ora. 
Tra poco lasceranno la Finlandia, terra di acqua e boschi, silenzio e spazi sconfinati.
Il Morby sta facendo i compiti di inglese. Mister Baby, mentre guida, tenta di asciugare il suo costume steso sul volante del camper.
Il Minty, tanto per cambiare, ascolta musica con le cuffie ed è nsensibile a qualsiasi stimoli uditivo, a meno di non urlargli nelle orecchie dalal breve distanza, cosa che al Morby riesce benissimo.
Mamma Pinkytos assapora la luce, il sole, il verde e il blu.
Adelante.

domenica 3 agosto 2025

Napapijri

Rispettando alla perfezione il ruolino di marcia, la Pinkytos' Family ha attraversato il confine della Lapponia finlandese entrando ufficialmente nel Circolo Polare Artico, in finlandese Napapijri.
Pernotteranno, insieme ad almeno un centinaio tra camper e roulotte provenienti da tutta Europa, nel parcheggio del Santa Claus Village, una sorta di centro commerciale a tema natalizio dove paghi dieci volte tanto le palline che di solito si trovano dai cinesi e puoi incontrare Babbo Natale, le sue renne, gli elfi, gli husky e persino Mamma Natale, naturalmente a pagamento. Eppure a Mamma Pinkytos sentire canzoncine natalizie in loop, vedere ad agosto alberi addobbati e lucine colorate, mette comunque di buon umore.
Peccato che qui ci siano zanzare a sciami che se fai due passi nella rigogliosa vegetazione del luogo, ti inseguono tipo film. 
Ed è un limite perché alle undici e mezza di sera c'è una luce bellissima, un mezzo crepuscolo colorato dal rosa del tramonto.
Mamma Pinkytos e Mister Baby hanno fatto una passeggiata nel silenzio assoluto. Sembrava l'alba eppure era quasi mezzanotte.
Domani i nani spediranno cartoline natalizie con il francobollo suomi del circolo polare artico e la Pinkytos' Family si lascerà alle spalle l'artificiosità del Christmas Village per dirigersi verso il Nord più autentico, dove la natura la fa da padrona,  le renne attraversano la strada e la luce di mezzanotte è sempre più intensa. Martedì raggiungeranno Capo Nord. 

sabato 2 agosto 2025

Farsi sorprendere dal viaggio

Farsi sorprendere dal viaggio significa lasciarsi andare alla strada che scorre, ai km percorsi e agli imprevisti, cercando di non lasciarsi sopraffare.
Significa esultare per una piccola volpe a lato strada, significa godersi il mare, in Svezia, su una spiaggia bianchissima in riva al Baltico, fare un Pic nic in costume al sole, mentre in Italia piove e fa freddo ed il freddo la Pinkytos' Family avrebbe invece dovuto soffrirlo qui.
Significa utilizzare costume ed infradito infilati in valigia per scaramanzia, mentre l'armadietto del camper è pieno di termiche e pile.
Il primo risveglio in van, in uno spiazzo in riva al lago nei pressi di Hudiksvall, è stato da copione: il Morby che saltava sui letti, il Minty che diceva: "Possiamo andare in albergo domani?" , Mamma Pinkytos con la narcolessia in vera modalità vacanza e Mister Baby sveglio alle cinque alla ricerca di un bagno per fare la pipì, perché quello del camper si usa solo nelle emergenze, intese come guerre e calamità naturali.
La giornata di ieri, nella quale la Pinkytos' Family dopo un inaspettato bagno nel Mar Baltico, è giunta ad Umea, cittadina balneare nel Golfo di Botnia,  è stata costellata di imprevisti e defaillances.
Mamma Pinkytos e Mister Baby che, con il van in riserva, non riuscivano ad aprire lo sportello del carburante. L'arrivo al campeggio ad ora ormai tarda con la sbarra che non si apriva, il numero di emergenza che non rispondeva e Mister Baby che, preso dalla disperazione e dalla stanchezza, decideva di entrare in scia ad un altro campeggiatore suscitando le ire di Mamma Pinkytos che già si vedeva in arresto e in gattabuia. La notte semi-insonne grazie a tutti gli scenari legati all'impossibilità di fare rifornimento al camper ed Il Minty che, appena sveglio, prendeva le chiavi e, con nonchalance, apriva lo sportellino della benzina chiedendo: "Ma qual era di preciso il problema?" guadagnandosi i secondi dieci euro della vacanza, dopo quelli promessigli da Mister Baby per avere ucciso una zanzara.
Nonostante le fatiche e le ansie del viaggio, Mamma Pinkytos sta scrivendo guardando il mare, mentre Mister Baby e il Morby sonnecchiano al sole e il Minty si fa riconoscere con l'orribile musica trap dalla quale è dipendente trasmessa dalla cassa a volume non consono al luogo.
Mamma Pinkytos è già un po' innamorata degli svedesi. 
Ma non perché sono alti e biondi, perché non ne ha visto nemmeno uno.
Piuttosto perché hanno deliziose casette rosse nel bosco, anche se dalla finestra vedono il mare. 
Perché sono patiti del Loppis, che organizzano ovunque ed è una sorta di Vinted di prossimità: praticamente ovunque (al ristorante, fuori casa, in strada, in spiaggia,) vendono cianfrusaglie di seconda mano. (Mamma Pinkytos, che vedeva scritto Loppis ad ogni angolo di strada, pensava fosse qualcosa da mangiare).
Perché sono ordinati e puliti e ovunque hanno bagni, fontane e tavolini da Pic nic.
Questa sera, se tutto va come deve andare, la Pinkytos' Family, al ritmo della musica degli Abba, salirà fino a Lulea, ultimo avamposto svedese prima di approdare in Finlandia, direttamente a casa di Babbo Natale, nella giornata di domani.
Se qualcosa va storto e Ago di Pino (ogni camper ha il suo nome di battaglia ed il loro è stato battezzato dal Minty, forse con la prima parola che gli è venuta in mente ) farà di nuovo le bizze, dormiranno qui, all'addiaccio, nel bosco ma in riva al mare, come piace a Mamma Pinkytos.
E saranno sorpresissimi dal viaggio.


giovedì 31 luglio 2025

La Venezia del Nord

We'll do it. 
Dopo 12 mesi esatti dal momento folle in cui, sotto il sole cocente del Senegal, guardando su Internet l'immagine poetica di un Westfalia anni '70, la Pinkytos' Family ha concepito l'idea un po' pazza di raggiungere il Grande Nord con il furgone camperizzato, l'avventura è iniziata davvero.
Come sempre, l'incipit è stato fantozziano.
Carichi di bagagli come mai nella loro vita, con le scatolette di tonno e di ceci nascoste in valigia tra le mutande e le bustine di olio di oliva nello zaino, Mamma Pinkytos & Family hanno tentato, in colpevole ritardo, di prendere l'autobus per l'aeroporto.
Se non che, mentre Mister Baby cercava di farsi spazio tra la gente stipata a bordo del mezzo che si rifiutava di aprire varchi e di collaborare presidiando a gomiti aperti il proprio spazio vitale, mentre il Minty ed il Morby, loro malgrado ("Perché mamma, dobbiamo sempre viaggiare come disagiati?"), seguivano il genitore maschio che li incitava ("Se non vogliamo perdere l'aereo dovete salire, costi quel che costi !), l'autobus partiva lasciando a terra la povera Mamma Pinkytos con i suoi bagagli spropositati (borsone in pelle di cammello made in Guatemala, cimelio del viaggio di nozza, riesumato per l'occasione grazie alla sua capacità di appiattirsi una volta vuoto e trolley medio che, sebbene per i più sia equipaggiamento ordinario, a lei pare un transatlantico). 
Seguiva diffuso turpiloquio dei passeggeri sull'autobus, di Mister Baby, del Minty e finanche di Mamma Pinkytos, tanto che i trequarti della famiglia scendevano alla fermata successiva ricongiungendosi alla mater derelicta.
Nel frattempo si era fatto tardi e la salvezza ha assunto le vesti di un corpulento NCC di nome Adil che li ha portati in tempo zero all'aeroporto violando più di una norma del Codice della Strada e salvando la vacanza della Pinkytos' Family, mentre il Minty aveva già minacciato la fronda ("Sono a casa da un giorno e già non vi sopporto") e il Morby sfiorato le lacrime. 
Ora i 4 disperati partiti da Orio al Serio con la giacca di pelo (Mister Baby) e le scarpe da trekking (Mamma Pinkytos) sono a Stoccolma, città colorata e affascinante con le sue trentamila isole, la gente bionda e bella.
Hanno mangiato a MC Donald's perché era l'unico locale aperto e passeggiato fino a Gamla Stan.
Dormiranno in una stanza minuscola senza finestre , con il letto più piccolo di quello del van, per la modica cifra di trecento euro a notte. 
Ma sono finalmente in vacanza.
Il Minty, reduce dai postumi delle notti brave londinesi, è in perenne stato di coma e dorme ovunque appoggi la testa. Quando è sveglio parla ininterrottamente dell'Inghilterra suscitando la noia del fratello.
Il Morby è emozionatissimo per il viaggio in camper e conta le ore che mancano alla partenza.
Mister Baby è come sempre impeccabile nella sua divisa da trekking. Pare si appresti a scalare l'Annapurna, ma, al contrario della sua sgarrupata famiglia, è precisissimo.
Mamma Pinkytos pare come sempre una terremotata, catapultata per caso in Nord Europa. 
Questa mattina era in studio a finire di scrivere un atto e ora è qui, dove l'Aurora Boreale è una professione di fede  (Mamma Pinkytos è come S. Tommaso e, stanti i numerosi viaggi al circolo polare senza avvistamenti, non crede nella sua esistenza) e il sole non tramonta mai. 
Domani, dopo una breve visita alla Venezia del Nord, un Uber porterà l'allegra comitiva a Vallentuna, ad una trentina di km da Stoccolma, dove prenderanno possesso del loro van, litigheranno per chi dorme sopra e chi dorme sotto e partiranno alla volta di Capo Nord
Lo faranno davvero.
Pare.