martedì 23 marzo 2021

A te

A te che hai sorriso più bello e monello del mondo, che esplode all'improvviso come un raggio di sole dopo il temporale.
A te che risistemi ogni cosa con un abbraccio e che hai imparato anche a chiedere scusa.
A te che hai saggezza e  sensibilità da vendere, che ti preoccupi per me e capisci ogni cosa con uno sguardo.
A te che cerchi di farti piccolo per starmi tra le braccia.
A te che dici "Mamma" come nessuno, quanto a qualità, ma anche a quantità.
A te che davvero mi fai sentire la più importante al mondo.
A te che mi hai scelto e impari e insegni nello stesso momento.
A te che fai sembrare un complimento anche: "Sei molliccia".
A te che sei pieno di talento, ma non ci credi fino in fondo, che hai già capito che il coraggio e la paura viaggiano sempre a braccetto.
A te che non chiedi mai niente, che non vuoi regali ma sorprese, voglio dire che il regalo più grande al termine di ogni giornata sei tu, che mi corri incontro e mi baci. In quei baci a ventosa, anche se sei grandino, non riesco a trovare nulla di sconveniente.
A te che oggi compi nove anni, che sono troppi perché sei il mio piccolo, ma nello stesso tempo sono pochi perché hai tutta la vita davanti. 
Ti guarderò allontanarti e poi tornare. Guarderò tutti i tuoi tentativi, i fallimenti e le ripartenze. 
A te che hai la pazienza di guardare crescere un fiore, che conosci il valore dell'attesa. 
A te che sei così simile a me, eppure unico, infinitamente speciale.
Buon compleanno Morby.
È un'avventura straordinaria essere la tua mamma.

lunedì 20 luglio 2020

La vita che viene, la vita che va

Sono stati giorni intensi per Mamma Pinkytos.
Traslocare vuol dire inscatolare una vita, riscoprire momenti ed emozioni sopite. La prima pappa, la prima nanna, le sere tenendo la mano al Minty che non riusciva a dormire, le notti a vegliare il Morby che urlava come un ossesso.
I loro disegni, le loro manine ovunque.  Segni, graffi, carezze. I primi passettini stentati e poi i musi lunghi, i pianti e i rimbrotti. Dentini e ginocchia sbucciate.
E poi lei e Mister Baby a tenere botta, alla vita che viene, alla vita che va, al tempo che scivola come sabbia tra le dita e non lo puoi trattenere.
Nella Pinkytos' Home il Minty è arrivato che aveva meno di tre mesi e il Morby ci è nato.
Il Minty - che ora ha il quaranta di piede e sembra un ragazzo - ieri sera, nella sua ultima notte a casa, ha chiesto alla sua mamma di farlo addormentare come quando era piccolo e ha fatto una promessa: " Risparmio i soldi, vendo tutti i miei oggettini e quando sono grande questa casa me la ricompro"  (Vabbè ha detto anche "con i soldi guadagnati con il mio primo film", ma il Minty, si sa, non brilla per modestia.)
Per non farsi mancare nulla, ha perso un dente e la fatina mezza addormentata gli ha portato 3 euro che sono caduti dietro i mobili del trasloco. 
Oggi il nano Minty è partito per il suo trekking a piedi sull'Appennino e Mamma Pinkytos e Mister Baby lo hanno guardato farsi coraggio e salutarli con commozione, come fa chi prova a mettere un piede davanti all'altro verso l'ignoto, con emozione e timore insieme.
E sono la stessa emozione e lo stesso malinconico timore che accompagnano questa sera Mamma Pinkytos.
Riavvolge il nastro degli ultimi dieci anni ed è immensamente felice (a parte per i dieci anni in più, che questa sera si sente addosso centuplicati). 
Orgogliosa anche dei momenti di crisi, dei dolori passati e superati. Soddisfatta del cammino che hanno fatto i 4 inquilini di questa casa con il loro coniglietto cieco. 
Ieri un'amica di Mamma P. è volata in cielo. Con lei ha percorso un tratto di strada importante. Un pugno in viso della vita, che prende sempre in contropiede. Un invito a godere delle piccole cose di ogni giorno. La vita che va, ma rimane nel pensiero, nel cuore, nel ricordo. Come quello di sua cugina Chicca, che oggi festeggia tra gli angeli il suo compleanno.
In questi giorni ha saputo anche che un'altra amica, con la quale ha camminato per un tratto di strada ancora più lungo, aspetta finalmente un bambino. Ed è il risultato di un percorso costellato di tenacia e gioia, di cose belle che stanno sempre un passo avanti alle delusioni. Mamma Pinkytos ha provato felicità. La vita che viene ha sempre una potenza irresistibile.
Nei suoi scatoloni ci sono l'una e l'altra. La vita che viene e la vita che va. La sua nonna che va a giocare a tombola, i biglietti che le scriveva la sua mamma, le calzine dei suoi bambini, i messaggi che scriveva a Mister Baby 20 anni fa, con cellulari che sembravano telecomandi e pesavano come ferri da stiro.
Anche a lei, che non è generalmente legata a ciò che è materiale ma preferisce conservare i ricordi nel cuore,  qualche lavoretto dei nani finito della spazzatura condominiale ha causato un piccolo moto di dolore. Così come quei vestitini minuscoli inscatolati per età, regalati a chi se li veniva a prendere. 
Ma la vita è troppo ricca per stare tutta in una casa. 
Si volta pagina domani, ma le pagine precedenti le porta con sé e sono tutte a modo loro indimenticabili.

martedì 14 luglio 2020

11

Undici anni fa Mamma Pinkytos stava conquistando la sua Bastiglia mettendo al mondo un lottatore di sumo mignon.
Porcamiseria se vola il tempo.
Sarà la stanchezza,  saranno i momenti intensi degli ultimi giorni, ma oggi Mamma Pinkytos a guardare il suo Minty undicenne si commuove.
È la vita, è il futuro, l'inseguimento dei propri sogni tra gioie e piccole delusioni.
Guarda il suo sorriso di una bellezza imbarazzante,  gli occhi luminosi, la pelle dorata, i suoi scatti in avanti nel mondo dei grandi che lo portano a volere indipendenza e nello stesso momento il suo continuare ad essere il bambino che vuole lasciare la finestra aperta per fare entrare la civetta con la lettera di Hogwarts. 
Mamma Pinkytos non smetterebbe mai di regalargli sorprese perché è lo stupore che consente di inseguire i propri sogni e perché i suoi occhi meravigliati sono pura gioia.
Se il Morby è istintivamente simile alla sua mamma, il Minty le dà una soddisfazione immensa per quello che da lei ha imparato,  grazie al dialogo e all'esempio. Ha imparato il valore di un grazie,  il potere di un sorriso e la potenza dell'ottimismo. Ha capito che la gentilezza vale più della prepotenza, che chiedere scusa non è da deboli, che ogni obiettivo si può raggiungere con l'impegno.
Quello che deve imparare a fare, nella sua meravigliosa avventura, è fare i conti con la realtà e con i suoi limiti, che ora percepisce poco grazie all'infinita autostima che deriva dall'amore. Lui pensa ancora che potrà vincere il Pallone d'Oro, il Premio Oscar ed il Premio Nobel tutti insieme e a volte Mamma Pinkytos vorrebbe riportarlo a forza sulla terra. Ma ne avrà di tempo la vita per ridimensionare le sue sicurezze e per riportarlo nei ranghi grazie al duro confronto con i propri limiti e la propria fallibile umanità.
Non ora. Non a undici anni.
Deve ancora volare il suo bambino magico.
Ora che basta poco. Ora che basta un incantesimo per lasciarsi trasportare lontano.
("Se non mi arriva la lettera di Hogwarts entro tre giorni, giuro che cado in depressione."
"Avranno sbagliato indirizzo nano. Sai com'è. Con il trasloco. Lascia il tempo alla civetta.")
Buon compleanno amore mio. Non smettere mai di sognare.


sabato 11 luglio 2020

Casa

Nulla hanno potuto il Covid, nè la grandine del pomeriggio nè i 250 scatoloni movimentati oggi da Mamma Pinkytos e Mister Baby che ora invadono la Pinkytos' Home costringendo tutti a fare lo slalom anche per andare in bagno.
Nonostante fatica e condizioni meteo avverse, questa sera la Pinkytos' Family ha salutato ufficialmente la casetta dove in quasi undici anni ne ha combinate di cotte e di crude. 
E lo ha fatto a modo suo, con un tavolino da campeggio montato nel cortile condominiale sotto lo sguardo perplesso dei vicini,  con la musica dei Pinguini Tattici a fare da colonna sonora, la pizza di Mister Baby lievitata 57 ore e soprattutto con la famiglia allargata, Mamma Polly Capellipazzi, Ali Theweatherman e i loro nani.
"Mamma, mi sento ridicolo a mangiare in cortile. Sembra che non abbiamo una casa. Non mi sembra molto normale"  si è preoccupato il Morby. 
"La normalità è per persone normali" gli ha risposto il Minty, che qualcosa da sua madre ha evidentemente imparato.
Non avrebbe potuto esserci saluto migliore.
Dieci anni fa il Minty e Baby Lila Capellipazzi erano appena nati e per Mamma Pinkytos e Mamma Polly i pic nic e le pizzate con la famiglia allargata erano ossigeno puro. Tra una poppata e l'altra, capitava che riuscissero anche a chiacchierare.  Avevano appena iscritto i nani al nido dieci anni fa. Ora i mostri hanno il 41 di piede  e stanno per iniziare le scuole medie. 
Baby Lila è una vera adolescente, con le paturnie da adolescente mentre il Minty, da bravo maschio, è ancora nell'età della stupidera. Snocciola freddure british a raffica, che a volte nemmeno si capiscono da quanto ride, ma ogni tanto la strafottenza dell'adolescente fa capolino.  Mamma Pinkytos e Mamma Polly  insieme hanno iniziato e chiuso cicli, aperto e chiuso porte. Hanno sempre avuto la certezza che dall'altra parte della strada avrebbero trovato la mano che mancava, un'altra parte di famiglia. Qualcuno che ti offre una pasta al bisogno, qualcuno a cui lasciare i nani in caso di emergenza, qualcuno per fare quattro chiacchiere o per fare casino.
È stata la famiglia Capellipazzi ad andarsene per prima e quello è stato il vero strappo.
Al di là della strada ora non c'è più nessuno che chieda o tenda una mano. E anche per la Pinkytos' Family è giunto il momento di cambiare.
Tra una settimana Mamma Pinkytos avrà un giardino, anche se ora sembra un campo di patate. 
È felice, i cambiamenti l'hanno sempre stimolata.
Oggi il Minty ha pianto al pensiero di lasciare la casa dove ha vissuto i suoi primi undici anni.  La nostalgia è una forma di rispetto verso i bei ricordi del passato. 
La sua mamma se lo è abbracciato ed era bellissimo con il naso moccicoso, adesso che è quasi grande come lei.
Le ha detto quel che sempre dice ai suoi nani e che Mister Baby non condivide per niente: "Crea legami con le persone, non con le cose. Casa è ovunque nel mondo, se ci sono i tuoi affetti."
La casa stasera era nel portico condominiale. Perchè quella è la loro famiglia. 

martedì 9 giugno 2020

Hippy birthday

Le serate, quelle belle. 
Aperitivo di compleanno ai tempi del Coronavirus. 
Mamma Polly Capellipazzi, che se ti incontra temporaneamente senza mascherina magari perché ti si è incastrato qualcosa in un dente, ti investe senza tanti complimenti, ha invitato Mamma Pinkytos e le sue amiche ad un aperitivo distanziato al parco per festeggiare il suo compleanno. Kit aperitivo delivery e zero condivisione, mascherina fashion e plaid singoli posizionati sull'erba. Almeno nelle intenzioni.
Fa niente se poi c'erano dieci gradi e pioveva da tre giorni. Lo scroscio, per la verità,  con nuvoloni annessi, è arrivato insieme a Mamma Pinkytos che , tutta trafelata e as usual in ritardo, raggiungeva le sue compari sotto la pagoda del parco.
E diciamocelo. A cinque mamme, dopo la quarantena e la lingua in ferie forzate, dopo la didattica a distanza e lo smart working con i nani in casa, il temporale gli fa un baffo.
Hanno mangiato le patatine nel sacchetto come delle teenager, qualcuna si è  anche concessa uno spritz. Avevano un milione di cose da dirsi.
Quando il custode del parco è passato con il motorino per chiudere il secondo cancello (con mezz'ora di anticipo vista la serata infame) avevano parlato solo del Covid, del mal di stomaco e della puzza delle ascelle dei loro figli (figlie più che altro perché, tranne Mamma Pinkytos, hanno tutte figlie femmine che, al momento, sono decisamente più avanti nello sviluppo. C'è da dire che il Minty recupera ampiamente con la puzza dei piedi che, grazie alle scarpe da ginnastica che non spoglia neanche sotto tortura, raggiunge livelli inarrivabili).
Appena è scemata l'attenzione sulla questione deodoranti&Co., le cinque compagne di merende tardive si sono rese conto di essere state lucchettate dentro il parco. Senza tanti complimenti e sotto la pioggia.
Mentre Mamma Ale Organizer decideva se chiamare i vigili, i carabinieri o l'esercito, Mamma Polly Capellipazzi, con le sue Birkenstock argento con i calzini bianchi stile tedesco al mare, aveva già trovato la via d'uscita che consisteva nello scavalcare il muro di cinta e l'annessa ringhiera in un punto dove erano leggermente più bassi.
C'è da dire che nonostante fosse appena invecchiata e nonostante i calzini bianchi era la più giovane della compagnia.
Nel salto non ha perso nemmeno i sandali.
Mamma Pinkytos conteneva i danni grazie alla lunghezza della gamba e ad una tecnica di salto attentamente studiata onde evitare l'impiccagione sulle cancellate e anche Mamma Mizzy Brillantina e Mamma Anto nel Paese delle Meraviglie sopravvivevano brillantemente.
La peggio l'aveva Mamma Ale Organizer che, fatto salvo il gesto atletico indubbiamente meritevole, scivolava all'ultimo fracassandosi un dito. Al momento non si sa se sia rotto o meno, ma ai saluti era del color del carbone e non prometteva nulla di buono. 
È quasi certo che la prossima volta Mamma Ale Organizer rifuggirà Mamma Pinkytos e Mamma Polly Capellipazzi come la peste e non vorrà più frequentarle.
L'anno scorso di questi tempi l'avevano fatta quasi collassare in riva al Mincio dopo 50 km in bicicletta sotto il solleone.
Un anno dopo l'hanno fatta scavalcare la recinzione di un parco sotto la pioggia.
Sono cattive compagnie.
È che nell'organizzazione vince sempre lei, è impareggiabile. Loro sono casinare.
Mamma Pinkytos per farsi perdonare ha deciso di istituire il Memorial Ale, consistente in un percorso ad ostacoli di vario genere. Vincerà lei, The Original, se mai deciderà di partecipare. Perché è una tosta, che si piega ma non si spezza e, nonostante evidenzi sempre di essere la meno giovane tra loro, le sbarbine le mette in fila come fanti. Sarà il premio ad ingolosirla: una cena gourmet in un ristorante stellato al caldo, dove i camerieri in guanti  bianchi paiono accattivanti già dallo sguardo che si intravede dalla mascherina.
Anche Mamma Pinkytos non disdegna, soprattutto ora che sta mangiando gallette di riso come se non ci fosse un domani.
"C'erano altre persone nel parco?" si informa  il Morby dopo avere sentito della disavventura delle madri.
"No, nessuno." Risponde Mamma P.
"È colpa vostra allora. Non potevate stare attente?!".
Quando a far la predica sono i nani.
Hippy birthday Mamma Polly.
Anzi, hippy birthday.


lunedì 8 giugno 2020

Lacrimucce

Mamma Pinkytos oggi ha la lacrimuccia facile, per la gioia del Minty: "Mamma, se piangi guai!" Le intima a metà tra l'imbarazzato e l'intimorito.
Il nano grande, in questa atmosfera surreale, ha finito la scuola elementare. Il suono della campanella virtuale ha decretato per davvero la fine dell'infanzia, quella fatta di coccole, giochi e baci e l'ingresso nel mondo dei rimbrotti.
Lui, che fino all'altro ieri era il nano più sorridente del mondo, ora vuole già andarsene di casa: "Non serve stare tanto a parlare delle medie, tanto non ci vado."
Il posto dove vuole andare,  al quale si arriva passando attraverso un muro, la consola un pochino circa la sua voglia di scorazzare nell'infanzia ancora per un po': "Ad Hogwarts queste cose non si fanno. E si torna a casa solo a Natale e in estate."
Il fatto che il Minty desideri andare in un posto tetro e pieno di ragnatele, dove i quadri e le forchette parlano piuttosto che starsene a casa sua, non rende Mamma Pinkytos particolarmente orgogliosa di sé e la pervicacia del nano nel dipingere il suo prossimo futuro indipendente davanti al Morby che, disincantato, gli dice: "Ma guarda che Hogwarts non esiste!" le suscita pensieri altalenanti. Chissà se e un bene che il pupo quasi undicenne creda con convinzione che il giorno del suo undicesimo compleanno riceverà una lettera volante e andrà con una civetta in gabbia alla scuola di magia passando attraverso un muro. Tuttavia, meglio Hogwarts che Cento sfumature in linea di principio. 
E benedetta fantasia, che quando intorno si sentivano solo sirene, gli lasciava immaginare incantesimi e formule magiche.
Però. 
Peròporcamiseriaaundiciannisognagiàlafuga.
"A Natale e d'estate torno."
Ah grazie.
E spunta la lacrimuccia della mamma piagnona del nano che cresce. Lei si sente vecchia vecchissima mentre guarda questa ventina di ragazzini che ha visto crescere fin dall'asilo nido e che ora hanno i piedi più grandi dei suoi. In volo verso la vita, con le ali spiegate e infinite possibilità davanti.
Per fortuna a permetterle di riprendersi ci ha pensato l'ultimo giorno di scuola del nano Morby dove venti sdentati con il peluche in mano e i disegni di principesse hanno raccontato barzellette a ripetizione.
E Mamma Pinkytos non ha pianto.
Ha riso. Perché meno denti hai e più sei spensierato, a qualsiasi età. 
Il Minty stasera ha la luna storta. 
Non gli va più niente. Nemmeno che si parli di lui nè in casa nè altrove.
La sua mamma gli toglierebbe volentieri qualche dente, se servisse come ricetta per la spensieratezza. 
Le lacrimucce non sono tutte di nostalgia e commozione. 
Qualcuna a volte è di fatica. 

domenica 31 maggio 2020

Sonno

A Mamma Pinkytos il coronavirus fa venir sonno.
Non che ce l'abbia eh. Anzi. Il sierologico ha fugato del tutto la speranza che lei ed il Minty, che hanno fatto entrambi la polmonite grazie ad una coincidenza che avrebbe volentieri riservato a qualcosa di migliore,  si fossero almeno guadagnati l'immunità dal Covid.
È solo che, se da un lato è bello che la vita fuori dalle mura domestiche sia lentamente ricominciata,  dall'altro è tutto tremendamente faticoso.  
Bere un caffè,  prendere in prestito un libro in biblioteca, fare quattro chiacchiere con un'amica. Tutto mentre la mascherina ti ottenebra i sensi e i pensieri,  mentre qualcuno ti misura la febbre. Per ogni cosa c'è una coda da fare.  Il tempo è rallentato, i suoni ovattati.
Mamma Pinkytos, così desiderosa di vita come è,  dopo un'ora fuori si sente così rimbambita che non vede l'ora di tornare a casa.
Ieri ha avuto la pessima idea di accompagnare il Minty dal parrucchiere e già che c'era ha pensato bene di farsi fare una piega nell'attesa. 
È tornata che avrebbe dormito tre giorni, in debito di ossigeno come se avesse fatto immersioni subacquee nell'Oceano Pacifico.
Borsetta insacchettata, camice, guanti, mascherina fino alle orecchie incandescente per il phon. Mamma e nano seduti in attesa a 27 metri di distanza, nonostante a casa si incontrino di tanto in tanto. 
Tornerà dal parrucchiere solo quando avrà i capelli come Raperonzolo e non serviranno a nessuno come ascensore per calarsi dal terzo piano.
Questa sera la Pinkytos Family è persino tornata in pizzeria con gli zii cinesi. Erano in 8 e avevano un tavolo a testa. Così distanti tra loro che per parlarsi ci sarebbe voluto il megafono. Più comodo il cellulare,  con Zoom. Fossero stati ognuno a casa propria  avrebbero fatto meno fatica. 
Le è rimasta sullo stomaco anche la pizza, talmente non ci è più abituata.
Forse ha ragione il Minty, che a qualsiasi domanda risponde: "Non c'ho voglia", scatenando 15 minuti di filippica di Mamma Pinkytos sugli effetti dannosi dell'isolamento sociale.
Forse anche lei "non c'ha voglia". O almeno non così. Forse non era così male starsene a casa a fare il bagnetto al lievito e a leggere sul balcone seduta sulle cassette della frutta.
Ogni tanto un aperitivo su Zoom. Forse domani ne organizza uno. Tutti senza mascherina e vicinissimi allo schermo.
Ora ha molto sonno.